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Il prof. Gennaro Mazza, Pesidente dell’AGRAGI ci segnala due casi che vedono protagonisti due notai.
Il primo, a conclusione delle operazioni di consulenza consistite nell’esame e nella riproduzione di un testamento olografo, da parte del CTU, ha chiesto un onorario di circa 200,00 per avere messo a disposizione il proprio studio. Sarebbe interessante sapere dagli organi competenti se le tariffe prevedono tale pagamento. In caso positivo, malgrado si tratti di richiesta inusuale, non si può fae a meno di ottemperare. Semmai bisognerebbe rappresentare ai notai che richieste simili andrebbero fatte prima di procedere e non alla fine, considerato che spesso il CTU non dispone di acconti sufficienti e non essendo opportuno che egli anticipi fondi propri.
La seconda questione riguarda il diniego da parte di un notaio di far partecipare attivamente i consulenti tecnici d’Ufficio all’attività di studio ed ispezione di un atto presso di lui depositato. Si tratta di ipotesi che, sulla base delle segnalazioni pervenute, mostra una tendenza a consolidarsi.
Non sappiamo per quali ragioni, taluni notai abbiano intrapreso tale linea e sin qui non ci si è preoccupati più di tanto.
Senonché, a completare la situazione è sopravvenuta un’ordinanza di un giudice istruttore del Tribunale di Foggia che, investito della problematica, ha ritenuto che il CTP non possa estrarre copie fotografiche o svolgere qualsiasi ispezione diretta del documento che potrà essere svolta solo dal CTU.
E’ facile immaginare che i consulenti di parte troveranno sempre più difficoltà nello svolgere il proprio lavoro, soprattutto nella fase pre-processuale che già è occasione di veti, discussioni e limitazioni.

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Nell’ambito dello svolgimento del Master in Psichiatria e Psicologia Forense, in corso presso l’Università di Catania, l’avv. Salvatore Giuliano terrà alcune lezioni in tema di grafologia forense.

Si tratta di evento significativo che sottolinea la crescita della grafologia forense nell’ambiente degli studi psicologici e psichiatrici.

Le lezioni si svolgeranno nelle date del 23 febbraio e 9 marzo 2019, durante le intere mattinate, nelle aule di Psichiatria Clinica, Policlinico Vittorio Emanuele, Presidio  Gaspare Rodolico (Ed.2, 2^ p.)

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Secondo notizie di stampa, è stato rimosso l’obbligo per i professionisti di tenere il registro previsto per il rispetto della normativa sulla privacy. E’ senz’altro una buona notizia per i consulenti che si sarebbero dovuti sottoporre ad un farraginoso adempimento.
Tuttavia, restano gli altri obblighi tra cui quello di informare compiutamente il cliente. A tal proposito, vi ricordiamo che il CeGGAD ha allestito un modulo standard che può essere utilizzato. I soci e gli amici che volessero averlo potranno richiederlo liberamente al nostro indirizzo e-mail.

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Più colleghi grafologi forensi hanno segnalato al Centro Studi il disagio della categoria provocato dalla eccessiva quantità di iscritti agli albi e dalla esiguità delle liquidazioni disposte dai giudici.

Va sottolineato che il Centro Studi non svolge attività rappresentativa della professione e che, pertanto, non può farsi promotore di interventi presso l’Autorità Giudiziaria.

Tuttavia, si vuole precisare che il Ce.G.G.A.D. ha svolto delle ricerche sull’argomento potendo così constatare  come esistano disparità di trattamento, a seconda delle  varie zone territoriali. L’esito dello studio sarà sintetizzato e pubblicato su questo sito.

Per quanto riguarda l’aspetto dell’ eccessivo numero di grafologi forensi, si deve ritenere che si tratti di fenomeno derivante dalla notevole quantità di corsi offerti con la promessa di facili successi economici e con l’assegnazione di titoli in generale assolutamente non qualificati. Non vi è dubbio che la mancanza di una regolamentazione del settore contribuisce  a rendere poco chiari i confini di una professione che quotidianamente incontra la realtà processuale del nostro Paese.

Sino a quando i grafologi forensi non avvertiranno la sensibilità di un’ autoregolamentazione e lo Stato non provvederà a dettare una normativa (tutta da inventare), la professione è destinata a stare in posizione di stallo. Le basse liquidazioni potrebbero, a loro volta, far trasparire la modesta fiducia nutrita dai giudici verso i professionisti della materia.

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La Gazzetta Ufficiale n. 50 del 3.12.2014 ha riportato la decisione del Presidente del Tribunale di Lecce a sollevare questione di legittimità costituzionale del sistema di liquidazione previsto per i consulenti grafologi, considerando inadeguato e palesemente mortificante il meccanismo delle vacazioni. Il giudizio risulta ancora non definito.

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Su richiesta del Presidente del Tribunale di Roma, il Consiglio Superiore della Magistratura si è espresso positivamente sulla opportunità che ciascun presidente di tribunale renda di pubblica conoscenza l’entità degli acconti e degli onorari liquidati ai consulenti e periti, in rispetto alla trasparenza degli incarichi conferiti e con l’accorgimento necessario ad evitare l’individuazione delle parti. Per gli incarichi in ambito penale, tali informazioni potranno essere pubblicate solo ad indagini ultimate.

(Sole 24 Ore dell’8 agosto 2018).

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Nuovi albi telematici CTU e Periti del Distretto di Corte d’Appello di Catania

Pubblichiamo il testo della nota che Salvatore Giuliano ha presentato al Presidente del Tribunale di Catania, in merito ai contrattempi verificatisi nel passaggio degli albi dei periti e consulenti dal cartaceo al sistema informatico.       Risultati immagini per pdf

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